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    Località Baja Sardinia
    07020 Arzachena (OT)
    Sardegna - Italia

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La Sardegna

Oltre le aspettative, la Sardegna che affascina e conquista...

Per capire la realtà attuale della Sardegna è indispensabile rivolgere per un attimo lo sguardo alla sua Storia, alle vicende del suo passato che hanno plasmato il paesaggio e il popolo sardo: la solitudine delle vaste distese montane e costiere e l’ospitalità innata, il mare trasparente, gli sgargianti costumi, e tutti quei contrasti che non finiranno mai di stupire il visitatore attento, e non saranno mai conosciuti e valorizzati abbastanza. Basti pensare al grande valore artistico delle chiese romaniche sarde, o al fatto che l’Isola è la regione dove è più tangibile la realtà archeologica: i nuraghi infatti, questi straordinari monumenti di pietra, si possono incontrare ad ogni passo, e sono laggiù, in quelle valli, in quelle colline, talvolta all’interno di qualche paese, dal XV sec. avanti Cristo, e dunque da 3.500 anni.

Dal 1600 al 600 a.C. si sviluppò nell’isola la Civiltà Nuragica, che raggiunse il suo apogeo intorno al 1000 a.C.; le torri nuragiche rappresentano l’esempio architettonico più affascinante dell’archeologia isolana.
Furono costruite con la tecnica della “falsa volta”: ponendo cioè degli anelli di massi sempre più vicini verso l’interno, a formare così i vari ambienti della costruzione; nei principali nuraghi, infatti, si sovrappongono due o tre sale (sempre più piccole verso l’alto). Inizialmente i nuraghi erano costituiti da una sola torre (per quanto appena detto, a due ma anche a tre piani).

In seguito, quando gli avvenimenti nel Mediterraneo indicarono come imminente l’invasione dell’isola, i nuraghi furono rinforzati, circondandoli con torri secondarie e bastioni difensivi. Intorno ad alcuni nuraghi talvolta si trovano fondamenta di capanne, in numero molto variabile: sono i villaggi, che furono costruiti anche distanti dai nuraghi, o ancora intorno ai santuari nuragici ed ai pozzi sacri. Presso questi ultimi l’acqua, sempre scarsa nell’isola, era adorata come una divinità.

Le sepolture del periodo nuragico sono chiamate tombe di giganti: negli esempi ben conservati constano di un lungo corridoio megalitico (di grandi massi squadrati), che costituisce la tomba collettiva, e di un’esedra ad arco, al centro della quale si trova quasi sempre una monumentale stele, talvolta alta oltre tre metri, con un peso di varie decine di tonnellate.

Il gusto artistico dei nuragici si rivela nei famosi bronzetti, piccole sculture che rappresentano sia le caste dominanti (sacerdoti, guerrieri) sia il popolo nella vita di tutti i giorni, oltre ad animali, barchette votive, modellini di nuraghi.